Natural Language Processing. Un’opportunità da cogliere.

Natural Language Processing

Le nostre macchine, pc, tablet, smartphone, ecc., da cui siamo diventati inseparabili nel lavoro, ma anche nella nostra comunicazione social, nella formazione o nello svago, sono particolarmente abili nel trattare enormi quantità di dati standardizzati e strutturati come tabelle di un database. Esse sono in grado di processare questi dati con una velocità e una precisione molto più elevata di quanto non riusciremmo a fare noi.

Ma gli uomini non comunicano tra loro con dati strutturati o sistemi binari.

Il linguaggio umano è datato nella sua forma completa a circa 40.000 anni fa e sono più di settemila anni che esiste il linguaggio scritto. Questo ci permettere di esprimere le nostre idee, gli eventi che ci coinvolgono, ma anche le nostre emozioni, in modo praticamente infinito. E ciò ha dato al meraviglioso e complesso linguaggio umano delle caratteristiche che il linguaggio della macchina non possiede. O almeno non possiede ancora.

Una delle particolarità del nostro linguaggio risiede proprio nella sua ‘ambiguità’. Posso dire al mio interlocutore: ‘Sei carino’, e il messaggio è molto semplice. Ma posso dire esattamente la stessa cosa sul piano del contenuto utilizzando elementi emozionali e relazionali che possono essere l’ironia o il sarcasmo, e il significato di una comunicazione apparentemente identica risulterà completamente diverso. Questo la macchina non lo sa ancora.

La lingua madre di un computer, il linguaggio macchina, in gran parte sconosciuta per la maggioranza delle persone che la utilizzano, è profondamente diversa da quella propriamente umana. La macchina non conosce ironia o sentimento, che sono propri (e così importanti) della comunicazione umana.

Tuttavia il centro dell’attenzione della ricerca attuale riguardante il NLP è proprio rivolta a questa distanza tra il linguaggio umano e quello delle nostre macchine, con lo scopo di ridurre sempre di più la distanza tra i loro linguaggi. Per questo si costruiscono algoritmi sempre più complessi, in grado di leggere sempre di più e in profondità il testo del linguaggio umano nelle infinite sottigliezze che ogni lingua madre possiede.

Parliamo già con applicazioni comunicative efficaci, come Siri, Cortana, Alexa, Ok Google, utilizzando un linguaggio reciproco che si avvicina sempre di più al nostro stesso linguaggio naturale.

Molto si deve percorrere ancora lungo questo cammino, ma i risultati attuali sono molto più che incoraggianti.

Un sottocampo del Natural Language Processing, chiamato comprensione del linguaggio naturale (Natural Language Understanding),  è divenuto particolarmente importante nella ricerca, per le sue grandi potenzialità nelle applicazioni cognitive e nel campo dell’ intelligenza artificiale. NLU va oltre la comprensione strutturale del linguaggio per interpretare l'intenzione, risolvere il contesto comunicativo, e comprendere i suoi possibili aspetti ‘ambigui’. Gli algoritmi NLU devono affrontare il problema estremamente complesso dell'interpretazione semantica, ovvero comprendere il significato inteso del linguaggio parlato o scritto, con tutte le sottigliezze, il contesto e le inferenze, e superando l’ostacolo delle barriere linguistiche.

Anche il Digital Learning può e deve attrezzarsi adottando soluzioni che sfruttino le potenzialità di questi strumenti. Dall’abbattimento delle barriere linguistiche – tema non banale nella localizzazione dei corsi – a applicazioni e sistemi intelligenti che analizzano la reportistica,  creano percorsi di formazione dedicati, rispondono a comandi vocali, ogni possibile sviluppo è un’opportunità per proporre soluzioni e-learning innovative.

Natural Language Processing. Un’opportunità da cogliere. 2019-04-12T11:45:04+02:00 Piazza Copernico

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