
Da settore ad alto impatto ambientale, economico e sociale, la Sanità può diventare un motore di innovazione sostenibile
Dalla partnership con Ermes è nato il nostro percorso formativo digitale sulla sostenibilità, che affronta tutti i temi più rilevanti (teorici, normativi, etici, amministrativi e comunicativi) legati all’introduzione di condotte sostenibili nelle aziende e negli enti. Oltre 3 ore di formazione totale, sei corsi digitali, tutti accessibili AA.
Ermes è molto attiva nel campo della sostenibilità su vari altri fronti, e sta affrontando fra gli altri temi anche quello del sistema sanitario pubblico, in cui diventa sempre più necessario integrare l’adozione di criteri ESG.
Ospitiamo quindi un interessante contributo di Ermes al dibattito sulla trasformazione del settore, pubblicando l’articolo di VICTORIA GIANNETTI “Sanità e Sostenibilità: un legame strategico per il futuro”

Ermes Sapienza.
Le più recenti attività al servizio delle imprese
4.1. Sanità e sostenibilità: un legame strategico per il futuro
REPORT & RESEARCH PAPERS
A cura di Victoria Giannetti
Negli ultimi decenni il concetto di sostenibilità si è progressivamente consolidato come paradigma imprescindibile per orientare le scelte politiche, economiche e sociali. Esso non può più essere interpretato come una semplice attenzione all’ambiente, ma come un processo sistemico e trasformativo, in cui la creazione di valore deve integrare responsabilità sociale, tutela delle risorse naturali ed equità intergenerazionale. Il settore sanitario si colloca in una posizione particolarmente delicata rispetto alla sostenibilità. Se da un lato la sua missione primaria è garantire un diritto universale e fondamentale come la salute, dall’altro esso è responsabile di impatti significativi sul piano ambientale, economico e sociale. Secondo recenti stime, il comparto contribuisce a circa il 5% delle emissioni glo- bali di gas serra, un valore superiore a quello prodotto complessivamente dall’aviazione civile. A questo dato si aggiungono l’elevata intensità dei consumi energetici, la produzione di rifiuti speciali e sanitari e la complessità delle catene di approvvigionamento, con ricadute dirette sui costi di gestione e sulla sicurezza delle comunità. La sfida è dunque duplice: da un lato, ridurre gli impatti negativi di un settore che per sua natura ha un elevato fabbisogno di risorse; dall’altro, trasformare il servizio sanitario in motore di innovazione sostenibile.
Sul piano ambientale, oltre alle emissioni climalteranti, va considerato che l’80% dell’impronta ecologica della sanità è legata allo Scope 3, cioè alla filiera produttiva e di fornitura di farmaci, dispositivi medici e servizi. Questo significa che la sostenibilità sanitaria dipende in larga misura dalla capacità di ripensare i processi di procurement e supply chain, stimolando i fornitori a ridurre il proprio impatto e premiando le soluzioni più innovative ed ecocompatibili. Sul piano sociale, emergono invece criticità crescenti legate al benessere del personale, al burnout, all’equità di accesso e all’inclusione. Questi aspetti, se non affrontati in maniera strutturata, rischiano di minare non solo la qualità del servizio, ma anche la resilienza complessiva del sistema. Infine, la dimensione della governance appare cruciale: i modelli di leadership e gestione delle aziende sanitarie devono evolvere verso approcci etici, trasparenti e lungimiranti, capaci di integrare obiettivi di sostenibilità nei processi decisionali quotidiani. Non si tratta soltanto di un esercizio di rendicontazione, ma di una vera e propria trasformazione culturale che deve permeare l’intera organizzazione.
Il quadro internazionale offre già esempi significativi. Il National Health Service britannico ha introdotto criteri stringenti di sostenibilità negli ap- palti, richiedendo ai fornitori di rendicontare e ridurre progressivamente le proprie emissioni come prerequisito per accedere al mercato. Questa impostazione ha trasformato la sostenibilità in un fattore competitivo, destinato a diventare standard anche in altri Paesi. In Italia, tuttavia, il monitoraggio delle performance di sostenibilità delle aziende sanitarie è ancora frammentario.
Gli studi più recenti evidenziano come solo una minoranza di strutture comunichi in modo trasparente i propri dati ambientali: appena il 7% segnala iniziative ecologiche, l’8% pubblica dati sui consumi energetici e il 5,4% riporta informazioni sulle emissioni. Anche sul versante sociale e di governance, la disclosure rimane prevalentemente descrittiva e orientata alla compliance normativa, senza un reale impianto strategico. In questo scenario si avverte l’urgenza di disporre di strumenti condivisi per la pianificazione, la misurazione e la rendicontazione della sostenibilità, facendo leva su competenze specialistiche capaci di tradurre i principi ESG in pratiche operative, coerenti e concretamente misura- bili. In questa direzione si inserisce l’impegno di E.R.M.E.S. S.r.l., che attraverso un percorso strutturato di supporto e accompagnamento alle Aziende Sanitarie Locali favorisce la diffusione di una cultura organizzativa orientata ai valori ESG e mette a disposizione strumenti concreti per monitorare, valutare e comunicare in modo trasparente l’impegno delle strutture sanitarie nei confronti della collettività e dei propri stakeholder. Il progetto proposto si articola in fasi ben definite: dalla formazione del personale, all’analisi delle politiche e delle pratiche esistenti, fino alla valutazione dei presidi ospedalieri e dei distretti sanitari attraverso un sistema personalizzato di KPI. L’esito di questo percorso è la produzione di un report di posizionamento ESG e lo sviluppo di linee guida operative, che permettono alle ASL di integrare azioni concrete – dall’efficientamento energetico alla gestione dei rifiuti pericolosi, dal rafforzamento del wel- fare interno alla leadership inclusiva, dalla digitalizzazione alla gestione sostenibile della supply chain – all’interno della propria strategia di lungo periodo.
Questa metodologia è già stata sperimentata con successo in diverse realtà del sistema sanitario campano: le ASL di Salerno, Caserta e Napoli 3 Sud hanno infatti intrapreso, con il supporto di E.R.M.E.S. S.R.L., un percorso innovativo di integrazione dei principi ESG nei propri processi organizzativi e gestionali, ponendo le basi per una sanità più sostenibile, resiliente e capace di generare valore condiviso. Un percorso che non si è fermato alla sola analisi, ma che ha prodotto strumenti concreti di governo e indirizzo. Grazie alla redazione di un report ESG dettagliato, le aziende sanitarie coinvolte hanno potuto disporre di un vero e proprio “cruscotto” di sostenibilità: una fotografia chiara dello stato attuale, con punti di forza e aree critiche, accompagnata da linee guida operative. Le indicazioni non restano sulla carta, ma si traducono in azioni pratiche: sistemi di monitoraggio dei consumi energetici e idrici, protocolli per la gestione sostenibile dei rifiuti sanitari, programmi strutturati di benessere organizzativo e di empowerment femminile, iniziative di sensibilizzazione One Health rivolte alla comunità, percorsi di digitalizzazione dei processi e l’introduzione di criteri ESG negli acquisti e nell’accreditamento dei fornitori. Ogni ambito è stato accompagnato da KPI misurabili e da obiettivi
concreti, così da rendere i progressi visibili e verificabili nel tempo. In questo modo la sostenibilità diventa non solo un valore culturale, ma una leva gestionale capace di orientare le decisioni quotidiane e di stimolare un miglioramento continuo. L’adozione di criteri ESG non rappresenta infatti un mero adempimento formale, ma una leva strategica in grado di ridurre i costi, migliorare la qualità dei servizi, rafforzare la relazione con comunità e stakeholder e posizionare il sistema sanitario pubblico come esempio di innovazione e
responsabilità. In questo quadro E.R.M.E.S. S.r.l. accompagna le aziende sanitarie in un percorso trasformativo, favorendo il passaggio da una visione astratta della sostenibilità ad un’integrazione strutturata, misurabile e capace di generare valore condiviso. Un approccio che non solo consente di affrontare le sfide del presente, ma prepara il settore ad affrontare in modo resiliente quelle del futuro.
