La valutazione dell’apprendimento è ancora fondamentale, anche con l’AI.

La valutazione degli apprendimenti è un tema sempre centrale nella formazione. In particolare, oggi che si parla di skills based organization. Ma come fare ? Sono ancora sufficienti i test di fine corso ? Quante volte si completano i corsi e-learning, si supera il test finale, ma dopo pochi giorni si dimentica la maggior parte delle informazioni? Cosa stiamo misurando con il test? Quanto è ancora utile alle aziende il dato del test di fine corso? Quali i veri impatti in termini di apprendimento e readiness delle persone? In un mondo veloce e ricco di stimoli, i sistemi di valutazione tradizionali che misurano la memoria a breve termine, offrono un’informazione transitoria e sempre più volatile.  

Come misurare le competenze reali ? Come garantire processi di consolidamento dell’apprendimento? 

E in un processo di formazione che è sempre più adattivo, cosa dobbiamo e possiamo misurare? Il vero nodo è questo: valutare e adattare sono due processi che spesso vivono in silos separati. Da un lato ci sono gli strumenti di assessment (test, esercizi e simulazioni) che sono progettati per fotografare un momento. Dall’altro abbiamo percorsi formativi che procedono lineari, uguali per tutti, indipendentemente da chi li sta attraversando. Il risultato è una formazione che può essere efficace per alcuni e completamente inadeguata per altri. 

L’adattività introduce una logica diversa: il percorso cambia in base alle esigenze individuali. Ma questo approccio crea nuove domande.  

  • Come si misura una competenza complessa? 
  • Come si bilancia la personalizzazione con la coerenza degli obiettivi formativi? 
  • Come si gestisce questa complessità in contesti con vincoli di tempo, budget e compliance? 

A queste e altre domande risponderemo all’Innovation Training Summit il 27 marzo nel nostro workshop  “Adaptive learning: apprendimento su misura, valutazioni comparabili”. 

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