
Adaptive learning …. se ne è parlato per anni, ma ora con l’AI sembra arrivato il momento di poter concretizzare questa promessa così importante, che ci proietta verso un approccio di apprendimento inclusivo e universale. L’Ai è certamente un abilitatore per creare modelli di intervento formativo realmente adattivi. Ma il quesito su come e cosa adattare rimane?
Vanno per la maggiore modelli che tengono conto di “preferenze dello studente”, in base a stili di apprendimento, dati di profilazione e storia formativa. Ci domandiamo: è sufficiente adattare fornendo informazioni sull’utente, ma mantenendo la struttura dei contenuti? Cosa stiamo adattando? Il dialogo individualizzato attraverso le strategie didattiche adattive?
Certamente questo approccio è fondamentale per tutta una tipologia di situazioni formative (ad es. compliance, nuove skills, onboarding, ecc.). Tuttavia sulla strada dell’adattività si può ancora fare molto.

Immagina due colleghi, Marco e Giulia, che seguono lo stesso percorso di formazione sulle tecniche di negoziazione. Giulia ha dieci anni di esperienza nella vendita diretta — conosce già i fondamentali, ma fatica con i clienti ad alto conflitto. Marco è nuovo nel ruolo e ha bisogno di costruire le basi prima di affrontare casi complessi.
Dal punto di vista del corso di formazione, cosa possiamo adattare? Gli esempi, le spiegazioni? Certo è un caso esemplificativo, ma questi due individui sono completamente differenti tra loro per esigenze e background che un sistema adattivo deve conoscere e utilizzare.
Dal punto di vista dell’utente, l’adattività non si percepisce come tecnologia: si percepisce come rilevanza. È quella sensazione di quando il contenuto parla davvero della tua situazione, con sfide proposte alla giusta distanza dalla propria zona di comfort, sfidanti ma accessibili.
Questa rilevanza non si manifesta solo nel messaggio didattico, non si limita a regolare i contenuti, gli esempi e il ritmo, ma offre modalità di fruizione diverse, sistemi di regolazione e feedback nel rispetto delle caratteristiche individuali stili cognitivi differenti.
La sfida dell’adattività sta nel disegnare esperienze rilevanti, governabili, che si adattino realmente alle esigenze individuali di apprendimento nei contenuti e nelle forme.
Ne parleremo nel nostro workshop all’Innovation Training Summit il 27 marzo (11.3012.15) dedicato a “Adaptive learning: apprendimento su misura, valutazioni comparabili”.

