
Uno sguardo concreto su strumenti che devono ancora trovare il loro equilibrio
🧭 Overview- Cosa troverai in questo articolo
- Il valore del confronto tra sistema e operatività
- Certificazione delle competenze: stato dell’arte
- Fondo Nuove Competenze: criticità e potenziale
- Il nodo centrale: semplificare senza perdere valore
- Una direzione condivisa
Ci sono momenti in cui il confronto tra chi lavora ogni giorno “sul campo” e chi disegna le regole diventa particolarmente utile. Il Symposium EFI del 25 marzo 2026 è stato uno di questi.
Non tanto per le conferme — attese — quanto per la qualità delle domande emerse:
come rendere davvero utilizzabili strumenti già esistenti? Come farli funzionare meglio per imprese e persone?
L’iniziativa, organizzata da EFI e condotto magistralmente dallo Studio Galvan con Giovanni Galvan e Giulia Cecchini, ha riunito esperti, enti, istituzioni, Fondi interprofessionali e Università, per un confronto approfondito sulle sfide e opportunità della formazione finanziata.
Quando il confronto diventa utile
La giornata, aperta dal Direttore generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Massimo Temussi, ha impostato il tono di una giornata intensa e produttiva

Nei tavoli tecnici del mattino si è lavorato su temi centrali:
- riforma del funzionamento dei Fondi
- certificazione delle competenze
- ruolo dell’AI e della digitalizzazione
- skill mismatch
Il taglio è stato pragmatico: esperienze dirette, criticità condivise, tentativi di soluzione.
È in questo contesto che abbiamo partecipato con entusiasmo, grazie alla nostra esperta Sestilia Cherubini, ai tavoli direttamente collegati alla pratica quotidiana delle imprese.
Certificazione delle competenze: uno strumento ancora “in costruzione”
Piazza Copernico ha preso parte al tavolo dedicato alla certificazione delle competenze, moderato con grande professionalità dalla professoressa Emanuela Proietti dell’Università degli Studi di Roma Tre.
I partecipanti hanno condiviso esperienze su uno strumento ancora in definizione, in un contesto frammentato dove l’armonizzazione tra Regioni resta ancora un obiettivo da raggiungere.
Sono emerse criticità come procedure burocratiche eccessive e mancanza di standard uniformi, ma tutti hanno riconosciuto le potenzialità: una volta ottimizzati, potrebbe rivoluzionare la validazione delle competenze, favorendo mobilità e occupabilità.
“La certificazione ha senso solo se diventa leggibile per il mercato del lavoro. Oggi il rischio è che resti un processo formale; la sfida è trasformarla in uno strumento realmente utile per persone e imprese.”
— Sestilia Cherubini
Fondo Nuove Competenze: potenziale alto, esperienza ancora discontinua
Nel pomeriggio, il confronto si è esteso a quattro tavoli tematici:
- collaborazione tra Regioni e Fondi
- tecnologie per la gestione finanziata
- Fondo Nuove Competenze
- comparto economico
La nostra partecipazione al tavolo sul Fondo Nuove Competenze era imprescindibile.
L’analisi ha evidenziato criticità come:
- ritardi nelle erogazioni,
- complessità di gestione e rendicontazione,
e la difficoltà per gli operatori di districarsi nella mole di adempimenti affinché lo strumento possa dispiegare pienamente i suoi benefici.
Tra le potenzialità emergono:
- l’upskilling rapido,
- il sostegno all’innovazione
- la misurabilità dei risultati, trasformandolo in uno strumento di crescita non solo per i dipendenti ma anche per tutto l’ecosistema aziendale.
“Il Fondo funziona quando riesce a stare dentro i tempi e i bisogni delle aziende. Più si riduce la distanza tra progettazione e operatività, più diventa efficace.”
— Sestilia Cherubini
È un equilibrio delicato: tra controllo e agilità, tra struttura e accessibilità.
Ed è proprio qui che si gioca gran parte del suo impatto reale.
Un dibattito proficuo, soprattutto da parte di chi opera nella concreta attuazione dello strumento rafforzando la consapevolezza che, nella prossima edizione, il Fondo sarà ancora più efficace e accessibile.
Il nodo centrale: semplificare senza perdere valore
Uno degli aspetti più interessanti è la convergenza su un’esigenza comune:
semplificare, senza banalizzare.
Perché:
- la complessità scoraggia
- ma l’eccessiva semplificazione rischia di svuotare gli strumenti
Serve quindi un lavoro di “traduzione” tra sistemi, regole e bisogni reali delle imprese.
Un lavoro che richiede collaborazione continua tra tutti gli attori coinvolti.
Uno spazio di lavoro
Eventi come questo funzionano quando non restano momenti isolati, ma diventano parte di un confronto continuo.
Per chi opera nella formazione finanziata, significa anche rimettere costantemente in discussione il proprio approccio:
- come rendere i percorsi più aderenti ai contesti aziendali
- come facilitare l’accesso agli strumenti
- come dare valore concreto alle competenze sviluppate
Non sempre esistono risposte immediate. Ma il confronto diretto tra chi utilizza questi strumenti ogni giorno è, probabilmente, il punto di partenza più utile.
Una direzione condivisa
Il Symposium EFI ha lasciato soprattutto questo:
la sensazione che molti degli strumenti a disposizione abbiano già un grande potenziale — e che il vero lavoro, oggi, sia farli funzionare meglio, insieme.
Per Piazza Copernico, questo si traduce in un impegno continuo: lavorare sull’integrazione tra competenze, strumenti e bisogni reali delle imprese, mettendo in continuo dialogo l’area dedicata al Fondo Nuove Competenze con le diverse aree interne, e mantenendo un confronto costante con gli attori del sistema.
È in spazi come quello del Symposium che questo processo prende forma: non solo come momento di aggiornamento, ma come occasione concreta per contribuire — passo dopo passo — a rendere la formazione finanziata sempre più efficace, accessibile e aderente alla realtà delle organizzazioni.

